Biolab Med Talk #3 | Chirurgia d’Eccellenza

Dr. Riccardo Maglio, dal “colpo di fulmine” a Roma alla chirurgia d’eccellenza a Scorrano

Nel suo terzo intervento su Biolab Med Talk, Davide accoglie il Dr. Riccardo Maglio, chirurgo generale con una solida specializzazione in Chirurgia Oncologica, oggi in prima linea presso l’ospedale di Scorrano. Con la naturale empatia che lo contraddistingue, Maglio ci trascina in un viaggio che parte dalle aule storiche della Sapienza, passa per il rigore dei grandi centri romani e sboccia nell’impegno quotidiano di un ospedale “di provincia” capace di competere con i migliori standard nazionali.

Una formazione «da battaglia»

Il percorso del Dr. Maglio inizia nel cuore di Roma, dove dopo il Liceo Classico sceglie Medicina alla Sapienza. «Avevo sempre pensato di fare il ginecologo, ma al terzo anno è scattato il colpo di fulmine con la chirurgia oncologica», racconta. Sono dodici anni di preparazione intensa fra il Policlinico Umberto I, il polo oncologico del Policlinico Universitario Sant’Andrea ed Ospedali come il San Filippo Neri e Santo Spirito, luoghi che lo espongono ogni giorno a casi complessi e a un mentore d’eccezione: il Prof. Masoni. Da lui non impara soltanto la tecnica perfetta, ma soprattutto quell’“occhio clinico” e quel modo di rapportarsi al paziente che trasforma un semplice intervento in un gesto di fiducia reciproca.

L’importanza del mentore e del sorriso

In Italia, osserva Maglio, la strada verso la piena autonomia chirurgica è spesso rallentata da eccessiva teoria e pochi casi pratici. A fare la differenza è incontrare un docente che creda nelle tue capacità: «Un sorriso all’ingresso in sala operatoria vale quanto mille spiegazioni tecniche», confida, e ricorda come, anche nel pieno di una complicanza, sia l’empatia a mantenere saldo il rapporto di fiducia fra medico e paziente.

Il ritorno in Puglia e le sfide di Scorrano

Dopo master in tecniche mininvasive, robotica e proctologia, Maglio sceglie di lasciare Roma per tornare al Salento, dove la sua famiglia e la sua vocazione lo aspettano. All’ospedale di Scorrano si trova a gestire un’offerta chirurgica sorprendentemente ampia: oltre alla chirurgia oncologica gastroenterica (stomaco, colon e retto), collabora nel servizio di emergenza-urgenza, vitale durante i picchi estivi che portano fino a 900.000 presenze turistiche. E affronta quotidianamente “disastri di parete” – grosse ernie complesse e ricostruzioni di addome – che spesso altri centri rifiutano. È qui che si sente il peso del tradizionale gap Nord–Sud: «Le attrezzature sono ormai di livello equivalente a Roma o Milano, ma i volumi di attività e i flussi finanziari restano diversi». Eppure, spiega Maglio, l’adozione di protocolli fast-track come l’ERAS – con dimissioni rapide e recupero accelerato – ha ridotto la “mobilità passiva” verso il Nord: i pazienti cominciano a fidarsi sempre più delle cure locali, valorizzando il supporto di familiari e comunità

Robotica e intelligenza artificiale: uno sguardo al futuro

Non manca uno sguardo alle innovazioni: la laparoscopia avanzata e la chirurgia robotica – con bracci articolati a 360° e movimenti ultra-precisi – sono ormai pratiche condivise anche al Sud. L’intelligenza artificiale, invece, rimane per Maglio una promessa futura: «Può diventare un database di suggerimenti e alert predittivi, ma non sostituirà mai l’esperienza e la capacità critica del chirurgo che conosce il paziente». Il vero pericolo, ammonisce, sarebbe diventare “schiavi” dell’algoritmo anziché governarlo.

Prevenzione oncologica: cultura e concretezza

In chiusura, il Dr. Maglio ritorna sul tema della prevenzione: la fascia d’età per il tumore colon-rettale si sta abbassando verso i 45 anni, e benché la Puglia abbia un programma di screening efficiente (FOBT 50–70 anni), molti under-50 sottovalutano i sintomi e arrivano tardi. L’invito è a non trascurare mai sanguinamenti o dolore rettale: basta un’anoscopia per scoprire in anticipo lesioni che, se individuate precocemente, hanno ottime prospettive di cura. Con il Dr. Maglio impariamo che la chirurgia sul territorio non è “ripiego”, ma un’avventura che richiede tecnica, cuore e un legame forte con la comunità. A Scorrano, come in tutti i piccoli ospedali italiani, la sfida è trasformare ogni sala operatoria in un centro di eccellenza — senza mai perdere il sorriso che fa sentire il paziente davvero nelle mani giuste.

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