Mammografia e radiazioni: rischi e benefici dell’esame
Mammografia e radiazioni: rischi e benefici dell’esame
La mammografia utilizza raggi X a bassa dose. Come per qualsiasi esame che impiega radiazioni ionizzanti, il rischio teorico non viene considerato nullo, ma l’esposizione è contenuta e deve essere valutata rispetto al beneficio della diagnosi precoce o dell’approfondimento diagnostico.
La mammografia utilizza radiazioni?
Sì. La mammografia è un esame radiologico e utilizza raggi X, quindi radiazioni ionizzanti.
La quantità utilizzata è però bassa. Come per qualsiasi esame con radiazioni ionizzanti, il rischio non viene considerato matematicamente nullo, ma deve essere confrontato con il beneficio che l’esame può offrire.
Per questo motivo, la mammografia non dovrebbe essere evitata per paura quando è appropriata, né ripetuta senza una corretta indicazione.
La mammografia fa venire il cancro?
Le radiazioni ionizzanti, in generale, possono danneggiare il DNA e sono associate a un rischio teorico di tumore.
Questo non significa però che una normale mammografia “faccia venire il cancro”. La dose utilizzata è bassa e il rischio attribuibile all’esame è considerato molto piccolo.
Quante radiazioni si prendono con una mammografia?
Non esiste una dose identica per tutte le persone e per tutte le apparecchiature. È però possibile utilizzare valori tipici per comprendere l’ordine di grandezza.
| Esame | Dose efficace tipica | Confronto indicativo con radiazione naturale | Nota |
|---|---|---|---|
| Mammografia digitale di screening | Circa 0,28 mSv | Circa 34 giorni di radiazione naturale di fondo. | Stima tipica. Non rappresenta la dose esatta ricevuta da ogni paziente. |
| Tomosintesi mammaria di screening | Circa 0,34 mSv | Circa 42 giorni di radiazione naturale di fondo. | Valore indicativo. La dose dipende dal sistema e dal protocollo. |
Perché si continua a usare la mammografia se utilizza raggi X?
Perché il valore di un esame radiologico non dipende soltanto dalla presenza di radiazioni.
Il punto centrale è il rapporto tra rischio dell’esposizione e beneficio diagnostico .
Quando la mammografia è appropriata, la possibilità di individuare precocemente un tumore o di chiarire un reperto sospetto può essere molto più rilevante del piccolo rischio associato alla dose di radiazioni.
Il radiologo interpreta le immagini nel contesto dell’età, degli esami precedenti, della storia clinica e del motivo per cui la mammografia è stata eseguita.
Lo screening mammografico può individuare alcuni tumori prima della comparsa di sintomi.
Può servire a studiare un nodulo, un sintomo o un reperto già identificato.
L’esame utilizza quantità contenute di radiazioni rispetto a molte altre procedure radiologiche.
Il beneficio deve sempre essere valutato rispetto al rischio.
La mammografia 3D utilizza più radiazioni?
La tomosintesi, chiamata anche mammografia 3D, utilizza anch’essa raggi X.
La dose può essere leggermente superiore a quella di una mammografia digitale convenzionale, ma dipende dall’apparecchiatura e dal protocollo.
Alcuni sistemi di tomosintesi possono utilizzare dosi molto simili alla mammografia convenzionale, mentre in altri la dose può essere leggermente maggiore.
Non è quindi corretto tradurre automaticamente “3D” con “più pericolosa”. Deve essere valutato l’intero rapporto tra qualità delle immagini, indicazione clinica e dose necessaria.
Fa male fare la mammografia ogni anno?
Non esiste una risposta uguale per tutte.
Una mammografia annuale comporta naturalmente più esposizioni rispetto a intervalli più lunghi, ma può essere appropriata in alcune situazioni cliniche o di rischio.
Per altre persone, invece, il programma di screening prevede intervalli differenti.
Le radiazioni delle mammografie si accumulano?
Ogni esame che utilizza raggi X aggiunge una nuova esposizione alle radiazioni.
Per questo si parla di esposizione cumulativa quando una persona esegue più esami nel corso della vita.
Questo non significa che le radiazioni “rimangano nel corpo”. Dopo una mammografia non si diventa radioattivi . Il concetto di cumulo riguarda la somma delle esposizioni avvenute nel tempo.
Perché comprimere il seno aiuta anche a controllare la dose?
La compressione ha più funzioni tecniche e non serve soltanto a immobilizzare la mammella.
Riduce lo spessore
La mammella compressa presenta uno spessore minore da attraversare con i raggi X.
Limita il movimento
Una mammella mantenuta ferma riduce il rischio di immagini mosse.
Migliora l’immagine
Distribuire il tessuto aiuta a limitare la sovrapposizione delle strutture.
Cosa fare se si è incinta o si sospetta una gravidanza?
Una gravidanza certa o possibile deve essere comunicata prima della mammografia .
Questo permette al medico e al personale radiologico di valutare correttamente indicazione, urgenza e modalità dell’esame.
Non bisogna quindi decidere autonomamente né di eseguire né di annullare una mammografia necessaria: la situazione deve essere valutata dal professionista sanitario.
L’ecografia mammaria utilizza radiazioni?
No. L’ecografia mammaria utilizza ultrasuoni e non radiazioni ionizzanti.
Questo non significa però che possa sostituire automaticamente la mammografia.
Mammografia 3D con tomosintesi a Cutrofiano.
Presso Centro Biolab, a Cutrofiano in provincia di Lecce, è disponibile la mammografia 3D con tomosintesi in regime privato .
La tomosintesi utilizza raggi X a bassa dose e acquisisce immagini della mammella da diverse angolazioni.
Indicazione, protocollo, numero di immagini ed eventuali esami complementari dipendono dalla situazione clinica e dalla valutazione sanitaria.
Domande frequenti su mammografia e radiazioni.
La mammografia fa venire il cancro?
La mammografia utilizza radiazioni ionizzanti, che comportano un rischio teorico. La dose utilizzata è però bassa e il rischio associato è considerato molto piccolo. Quando l’esame è appropriato, il beneficio può superare questo rischio.
Quante radiazioni si prendono con una mammografia?
Come ordine di grandezza, vengono riportati valori tipici intorno a 0,28 mSv per una mammografia digitale di screening e circa 0,34 mSv per una tomosintesi di screening. La dose reale può però variare.
La mammografia 3D usa più radiazioni?
La dose della tomosintesi può essere leggermente superiore a quella della mammografia convenzionale, ma dipende dal sistema utilizzato e dal protocollo. Alcuni sistemi utilizzano dosi molto simili.
Fa male fare la mammografia ogni anno?
Non esiste una risposta uguale per tutte. La frequenza deve dipendere dal programma di screening, dal rischio individuale e dall’indicazione clinica.
Le radiazioni della mammografia rimangono nel corpo?
No. Dopo la mammografia non si diventa radioattivi. L’esposizione cumulativa riguarda la somma delle esposizioni ricevute nel tempo.
Perché il seno viene compresso?
La compressione distribuisce il tessuto, riduce lo spessore della mammella, limita il movimento e contribuisce a ottenere immagini diagnostiche adeguate.
L’ecografia mammaria ha radiazioni?
No. L’ecografia utilizza ultrasuoni. Non può però sostituire automaticamente la mammografia, perché i due esami hanno ruoli differenti.
Cosa devo fare se potrei essere incinta?
Comunica sempre una gravidanza certa o possibile prima della mammografia. Il personale sanitario valuterà indicazione e modalità appropriate.
Fonti utilizzate per questa guida.
Questo contenuto ha finalità informativa e non sostituisce la valutazione del medico o del radiologo. Indicazione, intervallo tra gli esami, tecnica e dose effettivamente utilizzata dipendono dalla situazione clinica e dal protocollo.
Continua la guida alla mammografia.
Devi eseguire una mammografia 3D?
Presso Centro Biolab a Cutrofiano, in provincia di Lecce, è disponibile la mammografia 3D con tomosintesi in regime privato. La presenza di raggi X non deve portare ad annullare autonomamente un esame indicato: eventuali dubbi su frequenza, rischio o precedenti esposizioni possono essere discussi con il medico o con il personale sanitario.