NEUROLOGIA
La NEUROLOGIA è la branca della medicina che si occupa di studiare, diagnosticare e trattare i disturbi del sistema nervoso centrale e periferico.
Questo ramo delle scienze biomediche comprende tutte le discipline relative al sistema nervoso, sia quelle di base (anatomia, biochimica, fisiologia, psicologia) sia quelle patologiche e cliniche. Il medico specialista è il neurologo. A lui spetta individuare e curare le patologie che interessano cervello, midollo spinale e nervi. Il neurologo, a differenza del neurochirurgo, non può intervenire chirurgicamente.
Le malattie del cervello costituiscono ormai la condizione patologica più diffusa nei Paesi occidentali. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) colpiscono un miliardo di persone nel mondo (dati 2007).
Sono la prima causa di disabilità (il 10% delle visite al pronto soccorso sono per problemi neurologici) e di almeno 7 milioni di decessi l’anno. Il loro aumento è dovuto in parte all’invecchiamento della popolazione e alla mancanza di trattamenti terapeutici risolutivi e in parte alla scarsa efficacia di misure preventive.
Le malattie più diffuse sono: emicrania, cefalee, epilessia, disturbi del linguaggio, disturbi del movimento, disturbi del sonno, encefalite, meningite, Alzheimer, Parkinson, sclerosi laterale amiotrofica, sclerosi multipla, ictus, demenza, malattie infiammatorie e autoimmuni.
Cos'è: È l'esame fondamentale per studiare la salute dei muscoli e dei nervi periferici (quelli che collegano il midollo spinale agli arti). Serve a capire se un disturbo di forza o sensibilità nasce dal muscolo stesso o dal nervo che lo comanda.
Come si svolge: L'esame si compone solitamente di due parti:
● Elettroneurografia: Si applicano piccoli elettrodi sulla pelle e si somministrano lievi impulsi elettrici (simili a scosse statiche) per misurare la velocità di conduzione del nervo.
● Elettromiografia: Si utilizza un ago sottilissimo monouso (simile a quello dell'agopuntura) inserito nel muscolo per ascoltarne l'attività elettrica a riposo e durante la contrazione.
Spesso ci si riferisce a questo esame con il termine Elettromiografia per semplicità, ma questo comprende sempre l’esecuzione dell’elettroneurografia.
Esiste due tipi di esame, in base ai distretti corporei che vengono esaminati: Elettromiografia 2 arti (arti superiori o inferiori) ed Elettromiografia 4 arti.
N.B. Si sconsiglia l’utilizzo di creme per il corpo o unguenti per la pelle prima di eseguire l’esame.
Durata dell’esame: dai 15 ai 30 minuti per l’Elettromiografia 2 arti, dai 30 ai 60 minuti per l’elettromiografia 4 arti.
Perché si fa e cosa indaga: È essenziale per diagnosticare patologie comuni come
● Sindrome del Tunnel Carpale
● Lombo-sciatalgie
● Ernie del disco o altre radicolopatie cervicali e lombari
● Polineuropati diabetica
● Polineuropatie infiammatorie (es. Sindrome di Guillain Barrè, CIDP)
● Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA)
● Miopatie
● Paralisi del Nervo Facciale
● Danno del nervo periferico post-chirurgico oppure post-traumatico
Cos'è: È una variante specifica dell'elettromiografia che si concentra sulla "giunzione neuromuscolare", ovvero il punto esatto in cui il nervo passa l'informazione al muscolo per farlo muovere.
Come si svolge: A differenza dell'EMG standard, qui non si usa necessariamente l'ago. Si applicano elettrodi di superficie su un muscolo specifico e si stimola il nervo collegato con una serie di piccoli impulsi elettrici in rapida successione (da qui "ripetitiva"). Si osserva se il muscolo "si stanca" e risponde meno agli stimoli successivi.
Durata dell’esame: dai 15 ai 30 minuti.
Perché si fa e cosa indaga: Questo test è specifico per diagnosticare malattie in cui i muscoli si affaticano precocemente, la più nota delle quali è la Miastenia Gravis, o sindromi affini come la Sindrome di Lambert-Eaton.
Cos'è: È l'esame più sensibile e raffinato per studiare la comunicazione tra nervo e muscolo. È un test di alta specializzazione che permette di analizzare l'attività di singole fibre muscolari, molto più nel dettaglio rispetto all'EMG classica.
Come si svolge: Richiede un ago speciale, molto sottile. Il medico registra l'attività di due fibre muscolari appartenenti alla stessa unità motoria.
Durata dell’esame: dai 15 ai 30 minuti.
Perché si fa e cosa indaga: Viene prescritto quando il test di stimolazione ripetitiva è negativo o dubbio, ma c'è ancora il forte sospetto di Miastenia Gravis (in particolare nelle forme che colpiscono solo gli occhi). È il "gold standard" per la diagnosi dei disturbi della trasmissione neuromuscolare.
Cos'è: È la registrazione grafica dell'attività elettrica spontanea dell'encefalo.
Come si svolge: L'esame si svolge applicando una cuffia con elettrodi sul cuoio capelluto del paziente, al quale viene chiesto di rilassarsi per circa 20 minuti. Durante la registrazione vengono eseguite prove di attivazione, come la respirazione profonda (iperpnea) e la stimolazione luminosa intermittente, per sollecitare l'attività cerebrale. Si tratta di un esame non invasivo e non fastidipso, che richiede collaborazione da parte del paziente.
Durata dell’esame: dai 20 ai 40 minuti.
Perché si fa e cosa indaga: È l'esame fondamentale per
● diagnosi e la gestione dell'Epilessia.
● episodi di perdita di coscienza,
● disturbi del sonno,
● stati confusionali,
● diagnosi differenziale delle demenze,
● encefalopatie metaboliche o infettive.
Cos'è: Questo esame studia la funzionalità delle vie nervose che portano le informazioni della sensibilità (tatto, posizione) dalla periferia (mani e piedi) fino al cervello, passando per il midollo spinale.
Come si svolge: Si applicano elettrodi di registrazione sulla testa e sulla colonna vertebrale. Successivamente, si stimolano elettricamente i nervi al polso o alla caviglia con impulsi ritmici, e si registra come il segnale ad arrivare al cervello e se ci sono dei rallentamenti o interruzioni lungo la via sensitiva.
Durata dell’esame: dai 15 ai 30 minuti per i PESS 2 arti, dai 30 ai 60 minuti per i PESS 4 arti.
Perché si fa e cosa indaga: È utilissimo per studiare il midollo spinale e il cervello in caso di
● Sclerosi Multipla,
● Mielopatie (sofferenze del midollo spinale, es. da artrosi cervicale grave),
● Disturbi sensitivi non meglio specificati.
Cos'è: È un esame che valuta l'integrità del nervo ottico e delle vie visive che portano le immagini dall'occhio alla corteccia cerebrale.
Come si svolge: È un esame non invasivo e indolore. Il paziente si siede davanti a uno schermo che mostra una scacchiera in movimento (i quadrati bianchi e neri si invertono ritmicamente). Degli elettrodi posti sulla nuca registrano la risposta del cervello a questo stimolo visivo.
Durata dell’esame: dai 15 ai 30 minuti.
Perché si fa e cosa indaga: È fondamentale per diagnosticare la neurite ottica, che è spesso uno dei primi sintomi della Sclerosi Multipla. Può essere usato anche per valutare compressioni del nervo ottico o problemi visivi non spiegabili da una visita oculistica standard.
Cos'è: Analizza come il segnale uditivo viaggia dall'orecchio attraverso il tronco encefalico fino al cervello. È un esame "oggettivo", cioè non richiede che il paziente dica se sente o meno il suono.
Come si svolge: Il paziente indossa delle cuffie che emettono dei suoni (click) ripetuti. Elettrodi posizionati dietro l'orecchio e sulla testa registrano l'attività elettrica del nervo acustico e del tronco cerebrale. Il paziente deve solo rilassarsi, spesso ad occhi chiusi.
Durata dell’esame: dai 15 ai 30 minuti.
Perché si fa e cosa indaga: Serve per individuare:
● Neurinoma dell'acustico (un tumore benigno del nervo).
● Sclerosi Multipla o patologie del tronco encefalico.
● Disturbi dell'udito (ipoacusie) di origine non chiara.
Cos'è: È un'ecografia speciale che permette di "guardare" attraverso la scatola cranica per studiare il flusso del sangue nelle arterie del cervello.
Come si svolge: Come una normale ecografia: si applica del gel sulle tempie, sulle palpebre chiuse o sul collo e si appoggia una sonda a ultrasuoni. Non è invasivo, non usa radiazioni ed è indolore.
Durata dell’esame: dai 15 ai 30 minuti.
Perché si fa e cosa indaga: Permette di valutare:
● Stenosi (restringimenti) delle arterie cerebrali, possibili cause di ictus ischemico.
● Vasospasmo (dopo un'emorragia cerebrale).
● Monitoraggio nell'anemia falciforme.
Cos'è: È l'esame di riferimento per scoprire se esiste un piccolo passaggio anomalo tra la parte destra e sinistra del cuore, noto come Forame Ovale Pervio (PFO).
Come si svolge: Mentre si esegue il monitoraggio ecografico delle arterie cerebrali (casco o sonda alla tempia), viene iniettata in una vena del braccio una soluzione fisiologica
mescolata con un po' d'aria (per creare microbolle innocue). Al paziente viene chiesto di eseguire la "Manovra di Valsalva" (spingere con la pancia come se ci si dovesse scaricare). Se le bolle arrivano al cervello, significa che c'è un passaggio anomalo nel cuore (shunt).
Durata dell’esame: dai 15 ai 30 minuti.
Perché si fa e cosa indaga: È cruciale per capire la causa di:
● Ictus giovanili o criptogenetici (senza causa apparente).
● Shunt destro-sinistro cardiaco.
● Embolia paradossa (coaguli che passano dal circolo venoso a quello arterioso).
La Stimolazione Elettrica Transcranica (spesso indicata con l'acronimo tES o, nella sua forma più diffusa, tDCS - Transcranial Direct Current Stimulation) è un'innovativa tecnica di neuromodulazione non invasiva e non farmacologica. A differenza delle indagini diagnostiche, questa metodica viene utilizzata principalmente a scopo terapeutico e riabilitativo per modulare l'attività della corteccia cerebrale, stimolando o inibendo l'attività dei neuroni in aree specifiche del cervello senza l'uso di farmaci.
Come si svolge: Il trattamento è indolore e sicuro. Il paziente siede comodamente su una poltrona mentre vengono applicati sulla testa due elettrodi ricoperti da spugnette imbevute di soluzione fisiologica o gel conduttivo. Il dispositivo eroga una corrente elettrica continua a bassissima intensità (impercettibile o percepita come un lieve formicolio iniziale) per una durata di circa 20-30 minuti. Poiché si tratta di una terapia di neuromodulazione, non si esegue solitamente in una singola seduta, ma richiede un ciclo di applicazioni (es. 5-10 sedute) per consolidare i benefici clinici attraverso i meccanismi di plasticità cerebrale. L’obiettivo è quello di migliorare l’attività bioelettrica cerebrale.
Indicazioni cliniche e applicazioni: La tDCS è indicata per il trattamento di diverse condizioni neurologiche e psichiatriche, spesso in affiancamento alle terapie tradizionali. Le principali applicazioni includono:
● Disturbi dell'umore: Depressione maggiore (specialmente se resistente ai farmaci) e ansia.
● Riabilitazione post-Ictus: Per favorire il recupero motorio o del linguaggio (afasia) potenziando gli effetti della fisioterapia o della logopedia.
● Trattamento del dolore cronico: Fibromialgia e dolore neuropatico.
● Disturbi cognitivi: Potenziamento della memoria e dell'attenzione nelle fasi iniziali di decadimento cognitivo.
● Miglioramento della performance sportiva: Sempre più diffusa tra gli atleti, la tDCS viene impiegata per ottimizzare il gesto atletico e la resistenza. Stimolando la corteccia motoria, favorisce l'apprendimento motorio (utile per perfezionare la tecnica), migliora la reattività e agisce sulla riduzione della "fatica centrale", permettendo all'atleta di mantenere uno sforzo massimale piu’ efficace e per un tempo prolungato.