COLON IRRITABILE

COLON IRRITABILE

La Sindrome del “colon irritabile” o dell’ “intestino irritabile” rientra nel gruppo dei disturbi funzionali gastrointestinali. È  caratterizzata dalla presenza di una serie di sintomi molto vasta e anche piuttosto variabili, per tipo e intensità. In generale, la sindrome si riconosce dalla presenza di disturbi addominali, che coinvolgono soprattutto la parte finale dell’intestino (il colon) e compromettono la regolarità delle principali funzioni intestinali. È una patologia molto frequente soprattutto nelle donne tra i 30 e i 50 anni.

Come riconoscerlo

Tutt’oggi non esistono esami strumentali (radiografie, ecografie, esami del sangue) che consentano di fare diagnosi certa. Quest’ultima si basa esclusivamente sulla sintomatologia e su un’accurata diagnosi.

La diagnosi di Colon irritabile si può fare se, in assenza di alterazioni biochimiche o strutturali, sono presenti dolori o fastidi addominali che hanno almeno 2 delle seguenti caratteristiche:

  • Sintomi alleviati dalla defecazione;
  • Associati ad un cambiamento nella frequenza dell’alvo;
  • Associati ad un cambiamento nella consistenza (aspetto) delle feci.

I sintomi che maggiormente supportano la diagnosi di Colon Irritabile sono:

  • Frequenza anormale dell’ intestino (laddove per “anormale” si intendono più di 3 evacuazioni al giorno oppure meno di 3 a settimana);
  • Consistenza delle feci alterata ( feci dure o liquide/acquose);
  • Disturbi dell’atto defecatorio (senso di urgenza, sforzo eccessivo, sensazione di evacuazione incompleta);
  • Presenza di muco nelle feci;
  • Pancia Gonfia (Meteorismo) e distensione addominale

LE CAUSE

Non si è ancora giunti ad individuare delle cause certe. Molto spesso sono presenti delle alterazioni del movimento intestinale, sia in eccesso sia in difetto. Un ruolo primario spetta anche al collegamento con il sistema nervoso; è noto che l’intestino è il nostro “secondo cervello” e molto spesso, le nostre emozioni, soprattutto quelle negative, vengono somatizzate a livello gastro-intestinale andando a comprometterne la corretta funzionalità. La giusta interazione tra cervello e sistema gastro-enterico è fondamentale per la regolazione della funzione intestinale.

COSA MANGIARE?

Sebbene i sintomi abbiano quasi sempre un andamento intermittente, la Sindrome del Colon Irritabile è una patologia cronica. L’aspetto positivo è che non comporta nessun rischio di sviluppare patologie intestinali e non determina un cattivo assorbimento. Un aspetto non trascurabile, invece, è il peggioramento della qualità della vita, oltre al malessere fisico può sorgere la preoccupazione di non riuscire a gestire il disturbo; di conseguenza, ci si può sentire a disagio anche nelle situazioni sociali più comuni, dal lavoro ai viaggi, alle uscite tra amici.

Il trattamento del colon irritabile deve essere monitorato da personale esperto e si basa esclusivamente sulla gestione della dieta: in particolare bisogna evitare che i pazienti restringano eccessivamente le loro scelte alimentari, eliminando dalla dieta molti alimenti a cui attribuiscono la responsabilità di scatenare o di aggravare il disturbo (soprattutto se questi alimenti sono il risultato di TEST DELLE INTOLLERANZE NON SCIENTIFICAMENTE VALIDI!!!!).

FOODMAPs

Gli alimenti imputati per il colon irritabile sono quelli ricchi in FODMAPs. Questi sono carboidrati che si trovano nelle verdure, nella frutta, nel latte, in farmaci, caramelle, dolci e gomme da masticare. Una volta arrivati nell’intestino, vengono fermentati dai batteri, dando luogo alla produzione di una grande quantità di gas che può provocare eccessivo gonfiore addominale e, in molti casi, anche dolore intenso. Inoltre i FODMAPs sono capaci di attrarre acqua e questo squilibrio di fluidi a livello intestinale interferisce con la corretta formazione delle feci.

È fondamentale sapere che il nostro intestino ha una capacità limitata di gestire e assorbire carboidrati FODMAPS e una volta superata tale capacità, iniziano a verificarsi i sintomi della Sindrome del Colon Irritabile.

I più comuni FODMAPS sono fruttosio, lattosio e fruttani. Questi devono essere esclusi per un periodo preciso e limitato, deciso dallo specialista, per ripristinare le condizioni ottimali dell’intestino e poi, allo stesso modo, verranno reintrodotti dopo aver individuato quale di questi è il principale responsabile della sintomatologia.

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